Novità Facebook, in arrivo il pulsante “non mi piace”

Novità Facebook, arriva il nuovo pulsante “non mi piace”

 

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Novità in arrivo su Facebook! Il pulsante non mi piace, richiesto a gran voce da anni, tra poco potrebbe arrivare. È l’argomento che attualmente catalizza l’attenzione di tantissimi tra i quasi 1,5 miliardi di utenti del più diffuso social network del mondo: il probabile arrivo del sospirato tasto “Non mi piace”. L’annuncio è arrivato dallo stesso Mark Zuckerberg nelle scorse ore, nel corso di un dibattito pubblico ospitato direttamente nel quartier generale del gigante dei social network a Menlo Park, California. Tra le centinaia di diverse domande e opinioni, quella che più di altre a spinto il papà di Facebook a esporsi è stata inevitabilmente quella relativa proprio all’implementazione di altre opzioni di interazione, oltre il semplice “Mi Piace” e la possibilità di commentare.

Subito boom per il tasto non mi piace, ma probabilmente solo a metà

Ad accendere questa miccia è Said, un utente egiziano. Zuckerberg sorride, piuttosto imbarazzato, ma ha un’idea piuttosto precisa di come vuole far evolvere la propria creatura, e dopo i primi istanti di esitazione snocciola le sue opinioni. Ed è subito boom…ma probabilmente solo a metà. Non ci sarà probabilmente mai un universale tasto “Non mi Piace”, presente invece ad esempio in Reddit o YouTube, ma sarà implementata una qualche possibilità di esprimere la propria empatia in casi particolari, come crisi umanitarie, tragedie, o lutti personali. Tutto questo, inoltre, solo su profili personali, lasciando completamente fuori le pagine azienda. Una rivoluzione a metà? Di fatto sì, ma già sufficiente per provocare un rialzo abbastanza rilevante nelle azioni del colosso di Menlo Park, e rilanciare nuovamente il dibattito fra gli utenti, e su quanta effettiva libertà di interazione venga loro concessa.

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Di certo la possibilità di andare oltre il “Mi Piace”, almeno per notizie tragiche o scabrose, è un passo in avanti ma c’è chi chiede una vera e propria liberalizzazione, su modello di YouTube. Il giovane magnate non sembra però voler percorrere questa strada fino in fondo, temendo un aumento esponenziale di episodi di cyberbullismo e, perchè no, anche danni economici per aziende che basano una bella fetta della propria comunicazione proprio sulla Grande F. “Non è il tipo di community che abbiamo in mente”, ha dichiarato lo stesso Zuckerberg, e su questo sembra non voler transigere. Ma ormai il tempo dei “Mi Piace” su link relativi a tragedie umanitarie sta probabilmente giungendo al termine.

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