Google Car come funziona l’auto che si guida da sola.

Google Car, come funziona l’auto che si guida da sola.

 

google car come funziona

 

Forse è perché è stata progettata da un’industria informatica che la Google Car sembra una sorta di grande mouse!
Naturalmente, essendo un veicolo privo dei normali comandi (volante, pedaliera, freno a mano) la sua forma sarà assai diversa dalle automobili tradizionali, ma occorre che i designer che la progetteranno, nel tentativo di rendere più adeguata la forma alla funzione, tengano presente che una certa dose di archetipicità sarà pur necessario mantenerla.

Google Car: auto senza guidatore ma ricca di sensori

Insomma la Google Car dovrà continuare a sembrare un’automobile, almeno fino a quando l’immagine interiore degli attuali veicoli non si sia dimenticata, nonostante sia un’automobile del tutto anomala. Come forse avrete capito, la Google Car è l’automobile che si guida da sola, senza conducente. Il primo prototipo, Big G, fu presentato all’incirca un anno fa (nel 2014).

Fu definita un’auto lenta e sgraziata, ma al suo interno conteneva un elemento a dir poco rivoluzionario: un sistema di guida senza volante e senza pedali, appunto, basato soltanto sull’intelligenza Google.
Le prestazioni, naturalmente, non erano (e non sono tuttora) entusiasmanti: la velocità massima è di 40 Km/h. Del resto, questo dato non sorprende se si pensa che al suo interno mancano volante, freno e acceleratore. Cioè manca tutto quel che ci si aspetta da un’automobile!

caratteristiche tecniche google car

Al loro posto ci sono una serie di sensori, fra cui un occhio laser capace di scansionare, istante per istante e a 360 gradi, l’ambiente circostante. Un sistema software molto sofisticato provvederà poi ad analizzare gli input ricevuti dalla strada, a incrociarli con il sistema di mappe Google e a tradurre il tutto in istruzioni di guida.
L’idea di fondo è questa: niente più guidatore, basterà entrare nella vettura, pronunciare la destinazione desiderata e al resto penserà lei, la Google Car.

Google Car c’è da fidarsi?

A questo punto molti di noi risulteranno scettici: c’è da fidarsi? Il sistema messo a punto quanto può definirsi sicuro?
Big G è pronta a garantire, elencando tutta una serie di convincenti dettagli. Le attuali Google Car hanno già percorso 700.000 chilometri (assistite da piloti). In caso di incidente la macchina è in grado di smorzare gli urti grazie a uno speciale paraurti realizzato in materiale schiumoso e grazie a un parabrezza flessibile.

Ma ciò non fuga ancora tutti dubbi. E se il sistema di guida automatica dovesse incepparsi? Google ha pensato anche a questo e ha predisposto un set di controllo secondario che si attiva automaticamente in caso di emergenza.
“Sono il nostro software e i sensori a fare tutto il lavoro” racconta Chris Urmson, responsabile del progetto, “I veicoli saranno molto semplici e vi porteranno dove volete andare con la semplice pressione di un tasto”.
I sensori e i software, infatti, sono in grado di identificare tutti gli oggetti in movimento, perfino a 200 metri di distanza, da ogni direzione. Per adesso però stiamo pur sempre parlando di un prototipo. Se i test offriranno buoni risultati, Google lancerà un programma pilota in California entro i prossimi due anni. Certo è che la Google Car potrebbe offrire ottime soluzioni per il futuro della mobilità, utile anche alle persone anziane, ai giovani e ai portatori di handicap.

google car interni senza volante

Se davvero si vorrà che la Google Car diventi il mezzo del futuro bisognerà forse prestare attenzione anche al fatto che, per molti, guidare è un piacere irrinunciabile. Anni fa in Giappone (Paese dove molti sono intolleranti all’alcool) si mise in commercio una birra senza alcool e con un sapore praticamente indistinguibile da quella alcoolica, sperando che avesse un successo tale da soppiantare la birra normale. Naturalmente fu un fiasco perché non si tratta solo di gusto, ma di un mix esperienziale più complesso e articolato. Per la Google Car potrebbe essere lo stesso…
Staremo a vedere, in fondo, il futuro è bello perché è imprevedibile.

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