Hard Disk SSD cosa sono

SSD unità a stato solido

 

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SSD, dall’acronimo inglese ‘Solid State Drive’, tradotto in italiano ‘memorie a stato solido‘, sono degli hard disk (sarebbe più corretto dire “unità di memoria”) introdotti sul mercato per la prima volta circa 8 anni fa. All’inizio i prezzi d’acquisto erano improponibili per l’utenza domestica e di fascia media, ma negli ultimi anni l’abbassamento dei costi di produzione ha reso l’ SSD un hardware presente oramai nella maggior parte dei computer di ultima generazione. Vediamo quali sono le caratteristiche delle unità SSD, quale sia il loro funzionamento e quali vantaggi offrano rispetto ai dischi rigidi tradizionali.

Differenze tra HDD e SSD

La differenza tra un SSD e un HDD è netta sotto tutti i punti di vista. All’interno dei comuni hard disk HDD sono presenti numerosi organi meccanici che si occupano della lettura e della scrittura dei dati sulla superficie del disco stesso; ogni operazione di lettura e scrittura prevede quindi il movimento di diversi componenti (come le testine ed il piatto).

Le memorie SSD, invece, non contengono al proprio interno alcuna parte in movimento, l’archiviazione è possibile grazie alla tecnologia delle memorie flash NAND, la stessa impiegata nelle comuni chiavette USB. Le implicazioni di questo diverso funzionamento sul piano delle prestazioni sono notevoli: non essendo previsto alcun movimento meccanico, le memorie SSD garantiscono una velocità di scrittura e di lettura di gran lunga superiore rispetto a quella dei comuni hard disk, che si traduce in tempi più che dimezzati per quanto riguarda l’avvio del sistema operativo e l’apertura dei programmi.

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La totale assenza di parti in movimento riduce inoltre notevolmente il rischio di guasti, tanto che statisticamente questo tipo di memorie è circa 10 volte più affidabile dei normali hard disk; altri vantaggi tipici degli SSD, riconducibili al loro funzionamento, sono la totale assenza di rumorosità ed il minore consumo energetico. Tuttavia, le unità a stato solido sono tutt’ora molto più costose dei comuni hard disk HDD, chi deve archiviare diverse centinaia di Gigabyte di dati raramente si affida esclusivamente a questo genere di memorie. Molto più comune è che sullo stesso computer si affianchi ad una memoria SSD da 128 o 256 GB un hard disk HDD dalla capacità maggiore, così da installare il sistema operativo ed i programmi sulla più veloce memoria a stato solido ed archiviare i dati sul comune disco rigido.

Come collegare SSD al PC

Così come i normali hard disk HDD, le unità SSD vengono collegate alla scheda madre tramite interfaccia SATA, e non sorgono dunque particolari problemi di compatibilità con praticamente nessun computer.Va tuttavia precisato che a seconda della versione del controller SATA del quale dispone la scheda madre, le memorie SSD possono risultare più o meno performanti: il controller SATA di prima generazione (ormai comunque in disuso) offre una velocità di trasferimento massima di circa 150 MB/s, quello di seconda generazione arriva 300MB/s ed infine, l’attuale SATA 3 garantisce velocità che si aggirano intorno ai 600MB/s. Viene da sé che per sfruttare al massimo le potenzialità degli SSD (che in genere presentano una velocità di scrittura e lettura effettiva di circa 500MB/s) bisogna collegarli ad una porta SATA 3 di ultima generazione.

SSD esterno

Esistono sul mercato anche memorie SSD esterne da collegare al PC via USB: anche in questo caso bisogna comunque considerare che le prestazioni dell’unità potrebbero essere limitate proprio dalle caratteristiche dello standard USB, soprattutto se non si dispone di porte USB 3.0
Tante sono oggi le aziende che producono memorie a stato solido, e le unità SSD attualmente in commercio sono disponibili in tagli che vanno generalmente dai 60GB fino a 1TB.

Dai un’occhiata al sito di uno dei principali produttori di unità a stato solido: SanDisk.

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